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Mobilità sostenibile: qualcosa si muove!

Si discute frequentemente in quale misura le amministrazioni locali debbano essere coinvolte nell’urbanistica di città e raccordi interurbani al fine di migliorare la mobilità sostenibile delle stesse. E salta fuori il concetto di “mobilità green” che vuole indicare un sistema di mobilità urbana in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati (inquinamento atmosferico ed emissioni di gas serra, in primis ma anche inquinamento acustico, incidentalità, congestione del traffico, degrado delle aree urbane…). Sebbene il processo di sperimentazione di nuovi sistemi di trasporto sia nel nostro Paese abbastanza lento, sono sempre più frequenti i tentativi per cercare di capire in che modo possono essere cambiate le reti di servizi che usiamo quotidianamente, come strade e piste ciclabili. Per altro, a richiedere a gran voce una viabilità più sostenibile non sono solo i governi, ma i cittadini stessi: inquinamento, traffico e mancanza di parcheggi sono, infatti, tre fattori importanti su cui la programmazione delle città del futuro dovranno puntare. Nel frattempo ci si organizza autonomamente, e sempre più persone decidono di spostarsi in città con mezzi non inquinanti: in bicicletta o e-bike, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, con monopattini o anche a piedi.

Sono i cittadini a chiedere a gran voce interventi per migliorare le nostre strade

Il rapporto “Le città elettriche”, il primo sulle mobilità a emissioni zero in italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica), ha analizzato i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share, realizzando una prima mappatura sull’offerta di mobilità a zero emissioni su tutto il territorio nazionale. E’ risultata, appunto, una crescita degli spostamenti a zero emissioni (che a Milano raggiunge addirittura il 52%) e delle infrastrutture destinate alla ricarica dei veicoli elettrici: sono 5507 in tutta Italia le colonnine per le auto e 2684 per le due ruote. Il Decreto ministeriale – approvato proprio ultimamente – che ha aperto alla sperimentazione della micromobilità elettrica (monopattini, segway, hoverboard, monowheel) nelle città italiane, fino ad oggi vietata dal codice della strada, è sicuramente un ulteriore passo in avanti per incentivare tutte quelle “buone pratiche” di cui la mobilità quotidiana ha bisogno per dirsi veramente sostenibile.

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