Dalla benzina all’elettrico: come cambia la mobilità

Il mondo del trasporto cambia rapidamente, mutando la propria offerta in funzione dell’evolversi delle esigenze della numerosa utenza. E’ cambiato, in questi anni, il concetto stesso di mobilità, e stanno di conseguenza cambiando le nostre città e le infrastrutture nonché le prospettive del trasporto pubblico e della mobilità condivisa. Anche il possedere un automobile ha dovuto affrontare due grandi sfide: l’aumento dei costi finanziari e le restrizioni all’uso dei veicoli per motivi ambientali. Entrambi hanno modificato la modalità di approccio verso l’automobile: dal car sharing, l’auto condivisa, al “noleggio-lampo” per spostamenti brevi in città, fino al ride sharing “on demand”, in cui le vetture vengono prenotate mediante un’app e il car pooling, ossia l’uso condiviso di auto private tra due o più persone che percorrono uno stesso itinerario, senza finalità di lucro. Riduzione dei costi, sostenibilità ambientale, rispetto del territorio e attenzione alla salute del cittadino sono quindi i perni su cui sta ruotando questa silenziosa rivoluzione green che da una mobilità a benzina si sta lentamente ma progressivamente spostando verso una mobilità elettrica. Che, tradotto, significa maggiore risparmio e minore inquinamento.

Seppur a velocità diverse, Italia e resto del mondo si stanno muovendo verso una sostenibilità maggiore

L’auto elettrica – ma più in generale qualsiasi mezzo elettrico – si presenta come la soluzione del futuro, anche se in Italia – rispetto al resto del mondo – sono ancora poche le persone che ad oggi hanno investito sulla mobilità sostenibile. Il perché va forse ricercato nel prezzo ancora più elevato dei veicoli elettrici rispetto a quelli tradizionali e nella mancanza di infrastrutture adeguate per la ricarica, aspetto fondamentale per chi decide di affidarsi a questo tipo di soluzione (c’è da dire, però che con il Governo italiano ha previsto una detrazione fiscale nella misura del 50% delle spese sostenute dai privati per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, in edifici e locali esistenti. L’importo è calcolato su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro). Il resto del mondo, però, va ad altri ritmi: tantissimi sono infatti i paesi che già da molti anni stanno investendo sulla mobilità sostenibile, per garantire risparmio, maggiore efficienza e meno inquinamento. Dalla Cina alla Gran Bretagna, dalla Norvegia all’Olanda, la vendita di auto elettriche sta aumentando e fa ben sperare per il futuro.

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